Caso Edison, ultima fermata
La partita finanziaria dell’anno, quella per il riassetto societario di Edison, la società energetica milanese o meglio il terzo polo energetico nazionale conteso da più di un anno tra i francesi di EdF e gli italiani di A2a e Iren, ha preso definitivamente la sua forma.
L’esito non era scontato. In special modo dopo i ‘braccio di ferro Tremonti-Quadrino (ex Ad Edison)-Romani e i transalpini Proglio (Ad EdF) - Sarkozy, che da oltre un anno tenevano in scacco gli accordi parasindacali italo-francesi, la finanza internazionale, i valutatori del mercato e il management meneghino.
Sorprese sotto l’albero
Il Decreto Salva-Italia è quasi pronto. Licenziato dalla Camera con 402 voti a favore, 75 contrari (Lega e IdV) e 22 astenuti è approdato ieri al Senato per imboccare l’ultimo miglio.
E’ iniziata la discussione alle Commissioni Bilancio e Finanze e da oggi sono in corso le analisi sugli emendamenti. Salvo colpi di scena l’approvazione arriverà entro venerdì sera. Infiocchettata sotto l’albero di milioni di italiani.
Ecco alcuni numeri: un miliardo di euro dovrebbe essere risparmiato con l’indicizzazione delle pensioni. Undici miliardi dovrebbero entrare dal Pacchetto Casa (tributo comunale sui rifiuti e servizi) – di cui 400 milioni da reinvestire per detrazioni per nuclei con più di due figli.
WOODY ALLEN, O: IL CINICO CINEMATOGRAFICO
Ospitiamo il contributo critico di un amico: MATTEO
A detta di qualche amica Midnight in Paris, l’ultimo film di Woody Allen, celebre regista newyorkese, è un capolavoro (certo, come ci informa anche la critica di ogni sua nuova pellicola). Ma cosa ci voglia dire l’autore nell’intreccio tra personaggi e storia questo poco interessa: è sufficiente che vi sia un bel po’ di paroloni e un finale che i più chiamano romantico, ed eccole sciolte in un lago di brividi.
Atac Spa, privatizzare per crescere
La panacea delle aziende di trasporto pubblico locale, o meglio, l’escamotage che ha permesso per decenni alle aziende dei Comuni di funzionare da portafoglio politico, sta tutta nella legge 151 del 1981. La cosiddetta Legge quadro per l’orientamento, la ristrutturazione e il potenziamento delle aziende del trasporto pubblico locale. A rigor di logica una legge ‘salva imprese’, uno strumento giuridico per lo sviluppo del settore dei trasporti locali. Continua a leggere…
Il NordOvest ingrana la marcia
Accorpamento e razionalizzazione. Meno poltrone, meno gettoni e più efficienza. Il triangolo industriale del Nordovest, Milano-Torino-Genova, con l’aggiunta dell’irridente Bologna, torna protagonista sulla scena economica nazionale.
L’idea di creare una maxiutility dei servizi locali che si occupi di fornitura di energia, di trasporti e di raccolta dei rifiuti nelle aree economiche più importanti del Paese, è una delle risposte dei comuni del Nord alla “magra” degli enti locali e alla depressione che attanaglia l’Europa.
ATAC, monopolio con le ore contate
Si scrive ATAC ma si legge sistema dei trasporti pubblici di Roma Capitale.
E’ la più grande azienda di trasporto pubblico del Lazio e gestisce, grazie a un contratto di servizio con il Comune di Roma, le due linee metropolitane della Capitale, le tre ferrovie suburbane e le 309 linee di bus, tram e filobus, con una rete complessiva di 3.542 chilometri. Un giro d’affari di 120 mln di € l’anno, una perdita di gestione 2010 nell’ordine dei 96 mln di € e un risultato di bilancio complessivo negativo per 319 mln di €.Trasporto locale. Soci privati e italiani
Sarà nel maxi-emendamento alla Legge di Stabilità dello Stato il pacchetto di regole per la liberalizzazione dei servizi pubblici in Italia. Sull’onda delle pressioni dei ‘mostri sacri’ della Bce, del Fmi e dei leader del G20 (‘Merkozy’ in testa) quella delle privatizzazioni, dei giovani nel mercato e dei ritocchi alle pensioni paiono proprio le strade obbligate per il Berlusconi IV delle prossime settimane. Ammesso e non concesso che regga all’urto e alle defezioni delle ultime ore, ovviamente. Obiettivo: togliere le castagne dal fuoco o meglio, togliere il Paese dall’epicentro dello tsunami finanziario prima che sia troppo tardi.
Liberalizzare i servizi locali, è un bene per il Paese?
Tu chiamale se vuoi società pubbliche o municipalizzate, provincializzate o meglio ancora, in termine letterario, società a Capitalismo Municipale. Sono le 711 imprese dello Stato italiano che con i 239mila dipendenti al seguito e fatturati consolidati che spesso superano le centinaia di milioni di euro, passeggiano spalla-spalla con il più noto, e forse meno solido, capitalismo industriale privato nazionale. Continua a leggere…
FS, fuga per la vittoria
Continua il viaggio delle Ferrovie Italiane sul binario della liberalizzazione del servizio ferroviario europeo. La più grande azienda del Ministero dell’Economia, 90 mila dipendenti, una presenza capillare su tutto il territorio e una vita al fianco dei disparati governi repubblicani, si appresta in questi mesi ad aprire i battenti alla concorrenza internazionale. Continua a leggere…
Ferrovie Italiane, lavori in corso
Il Piano industriale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, dopo il cambio repentino del nome e del logo delle ultime settimane, ha quel “non so ché” di cura dimagrante un po’ chic e quasi nazional popolare che, per così dire, ci piace.
Il Gruppo di piazza della Croce Rossa, infatti, ha da poco pubblicato sulla rete il Piano industriale 2011-2015, il primo dell’era del mercato aperto. Il primo che, se realizzato, porterà le Ferrovie Italiane da una parte a rinforzarsi nel mercato del trasporto tricolore e dall’altra a battere qualche chilometro di servizio anche al di fuori dei confini, finora ben protetti, delle Alpi nordoccidentali. Nel ricco mercato passeggeri e merci dell’Europa dei Popoli. Continua a leggere…