Italia, Paese parzialmente libero
La libertà di stampa nel nostro Paese non è più tutelata. O almeno lo è solo parzialmente. Questo è quanto emerge da un report recentemente pubblicato da Freedom House, un’associazione non profit made in USA che sin dal 1941 diffonde e tutela i valori che sono a fondamento delle moderne democrazie.
Il report “Freedom of the Press 2009” ci declassa al rango non invidiabile di Paese “parzialmente libero” -unici in Europa occidentale- a causa «di limitazioni imposte dai tribunali e dalla legge contro la diffamazione, per l’aumento delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti da parte del crimine organizzato e di gruppi dell’estrema destra, e a causa di una preoccupante concentrazione della proprietà dei media».
Buona parte di Noi già da tempo si è accorta che qualcosa non funziona al meglio nella stampa “mainstream” italiana. Tuttavia l’etichetta “parzialmente libero” non rende piene giustizia -aggiungo, ancora una volta- al nostro Paese. Ciò è in parte da attribuire alla semplificazione necessaria per classificare all’interno di sole tre categorie -libero, parzialmente libero, non libero- il complesso e variegato panorama internazionale. Non di meno sono convinto che, soprattutto qui da noi, ci sia un gran bisogno di un sistema mediatico che produca informazione di maggiore qualità, perché solo questa può garantire trasparenza alle complesse relazioni economico-politico-sociali che hanno luogo all’interno di ogni società.
Precisamente questa incapacità di riportare in modo completo ed esaustivo la realtà -tanto a livello locale, quanto nazionale- è lo stimolo profondo che ci ha spinti a cimentarci con questo blog. Ora il ghiaccio è rotto. Qui abbiamo a disposizione un luogo dove rendere pubbliche le riflessioni che fino a ieri erano confinate nella nostra mente o tuttalpiù venivano discusse all’interno di una piccola cerchia di amici.
Dimenticavo, ieri 3 Maggio era la Giornata mondiale della Libertà di stampa.
C.v.d.

Condivido pienamente la preoccupazione riguardo alla qualità dell’informazione. Lo scopo dei mezzi di informazione dovrebbe essere riportare una notizia o un fatto per renderlo noto in modo che serva come fonte di conoscenza o spunto di riflessione. Purtroppo al giorno d’oggi non sembra essere questo l’obbiettivo primario quanto piuttosto la ricerca della lite, della ‘bagarre’ in modo da fare audience.
Attribuire, come fanno molti, alle sole autorità al potere la retrocessione dell’Italia in termini di libertà di stampa mi sembra un atteggiamento allarmistico e opportunistico. Finchè in un paese si può liberamente discutere della scarsa libertà di discutere (mi scuso per il gioco di parole) la situazione non è forse ancora così drammatica come a volte viene dipinta. Però un rischio effettivo c’è e risiede, a mio giudizio, proprio nel fatto che i ‘media’ (internet, TV, giornali) vanno a caccia di audience a scapito della qualità. Abituano così le persone a smettere di riflettere sui fatti autonomamente ma seguire piuttosto il flusso della spettacolarità. In questo modo si mette in campo una sorta di autocensura, che rende di conseguenza superflua un’ulteriore censura dall’alto.
Freedom of the press: free thoughts from a country just declared ‘Partly free’
http://italianopinionist.wordpress.com/2009/05/05/freedom-of-the-press-free-thoughts-from-a-country-just-declared-partly-free/
Ci tengono scollegati dal resto del mondo…..viviamo in un’ampolla di vetro in cui i suoni giungono ovattati e distorti!!
Tante volte mi sento disorientato rispetto a quello che succede nel mondo….
già…ma cosa succede nel mondo?
In Olanda, in Equador, Zimbawe, Canada……sono continuamente alla ricerca di fonti di informazione alternativa, internazionale, minuziosa e soddisfacente!!
Viva la rete………i piccoli giornali che faticano a sopravvivere…il blog….e il sempre in voga “passaparola”….
Viva la realtà delle cose!!!
Blitch