Iran: le violenze del regime, il mancato coraggio UE, il silenzio di Russia e Cina
L‘Unione Europea come si sta comportando di fronte alla questione iraniana? Ha perso una nuova occasione per parlare con un’unica voce. Una linea di azione comune sarebbe stata più forte e credibile all’interno della comunità internazionale. L’Italia e la Francia sono le nazioni che hanno condannato con maggiore fermezza l’inaudita scia di violenze con cui il regime ha soffocato le manifestazioni e le proteste contro i brogli delle elezioni presidenziali. Prese di posizione tra l’ambiguo e il confuso giungono dalle capitali dell’UE: le controverse opinioni e le differenti tempistiche all’interno dell’Europa unita sono una consuetudine nelle questioni internazionali. E’ evidente l’attuale perdita di importanza e di credibilità europea, non solo verso gli USA, ma anche nei confronti di Cina e Russia. Ci siamo sempre accodati alle scelte del nostro partner d’oltreoceano e alla sua protezione (come ricorda l’articolo di Vocifero “Dopo la crisi quale mondo?” citando Panebianco) nascondendo così le nostre debolezze, causate dalle opinioni discordanti all’interno dell’UE, dal poco coraggio dimostrato nelle vicende chiave di politica internazionale e da un potere economico sempre meno forte.
Italia e Germania, i principali partner commerciali dell’Iran all’interno dell’UE, hanno preso le distanze dal governo iraniano difendendo le manifestazioni contro le oppressioni del regime di Ahmadinejad. Il cancelliere Angela Merkel ha dichiarato di “essere al fianco di chi vuole esercitare i propri diritti di libertà, di espressione e di riunione”, dando il suo pieno sostegno ai manifestanti pro-Moussavi mentre il premier italiano Silvio Berlusconi ha avvertito che “il G8 che si terrà a L’Aquila nei prossimi giorni valuterà l’opportunità di nuove sanzioni contro l’Iran”. L’Italia, benché principale partner commerciale dell’Iran tra i paesi UE, sia per importazioni (6,4%) che per esportazioni (5%) è lo Stato europeo che ha assunto la posizione più ferma e determinata nei confronti del regime: il Ministro degli Esteri Frattini ha deplorato e condannato con forza i fatti avvenuti a Teheran. La Francia di Sarkozy ha definito “ingiustificabile“ la feroce violenza delle milizie filogovernative di Ahmadinejad nei confronti del popolo in piazza. Molti paesi UE hanno tenuto posizioni più soft e prudenti, quasi timide, forse troppo. Anche il G8 di Trieste, per evitare l’imbarazzante rischio di avere un documento non sottoscritto da tutti i partecipanti al vertice, ha prodotto un comunicato formale e poco incisivo nei confronti dell’Iran, attento soprattutto a non irritare la Russia, partner privilegiato di Teheran.
E la Cina che condotta sta tenendo? Il dragone risulta il primo partner commerciale sia per importazioni (15%) che per esportazioni (14,2%) con il paese iraniano e non ha alcun interesse a compromettere i rapporti economici con Teheran. Gran parte del fabbisogno energetico cinese è soddisfatto dal petrolio e dal gas iraniani. Il paese di Ahmadinejad è il quarto paese produttore di petrolio e di gas naturale al mondo ma è il secondo per quantità di riserve sia di petrolio che di gas naturale (fonte: Oil production, Statistical Review 2009). Il silenzio di Pechino è dettato sia da fattori economici che da fattori politici: come può la Cina condannare il comportamento repressivo di un regime come quello di Ahmadinejad, quando al suo interno limita le libertà del suo popolo e non rispetta i fondamentali diritti umani? Il dragone è uno dei membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’ONU ed è stato sempre scettico sulle sanzioni all’Iran, minacciando il veto. Il colosso cinese vorrebbe evitare un escalation di tensioni e violenze in Medio Oriente per i molteplici interessi che lo coinvolgono, tra i quali, limitare l’influenza e la presenza militare USA in quest’area.
La Russia di Medvedev ha delle posizioni politiche molto simili a quelle di Pechino in merito alla vicenda iraniana. Mosca è un membro permanente all’ONU – contrario alle sanzioni all’Iran-, è un partner commerciale strategico per Teheran e non gradisce un’influenza statunitense nell’area mediorientale. La Russia e l’Iran sono rispettivamente il primo e il secondo paese per quantità di riserve di gas naturale e non è un mistero la volontà di questi due Stati di creare con il Qatar (terzo paese per riserve di gas) un cartello per il gas naturale – come l’OPEC ha fatto per il petrolio. Questo accresce la collaborazione tra Medvedev e il governo iraniano. La vicinanza politico-economica e lo scarso grado di democrazia e libertà, porta la Russia e la Cina ad un atteggiamento estremamente prudente nella questione iraniana. Ma il comune interesse di Mosca e Pechino è quello di non correre il rischio di vedere incrementare la presenza americana in Medio Oriente, un’ area strategica economicamente e politicamente, soprattutto dopo le recenti campagne militari in Afghanistan e in Iraq.
La partita in Iran è aperta e ancora tutta da giocare. In difesa della libertà e della democrazia contro il regime di Ahmadinejad. Ma dietro la speranza del popolo iraniano che manifesta in piazza, ci sono anche i molteplici interessi politici ed economici delle più grandi potenze mondiali. Gli equilibri futuri passano da Teheran. Obama lo sa. Cina, Russia anche. L’UE lo deve ancora capire, sperando non sia troppo tardi.
Credo che l’UNIONE EUROPEA ancora una volta abbia perso una ghiotta occasione mostrando ancora una volta (se mai ce ne fosse bisogno) che non riesce, e purtroppo a mio avviso per molto altro tempo non riuscirà, ad avere una linea comune in politica estera!
Come diceva JEAN MONNET, “è più facile che le nazioni e gli stati si uniscano tramite un sistema di accordi commerciali che per pure ragioni di politica comune”. Il caso dell’IRAN è a mio avviso imbarazzante. Non è possibile che in IRAN accadano eventi come quelli di questi giorni, e che l’UE non prenda una posizione forte in merito. Rircordo ancora com qualche anno fa in occasione del conflitto iracheno, si levassero proteste di ogni genere contro l’unilateralismo dell’amministrazione BUSH, contro la Spagna di Aznar e l’Italia di Berlusconi che a dire di “certi eminenti pensatori europeisti” avevano spaccato la linea politica dell’UE!!Be io questa linea unitaria dell’UE ancora non l’ho vista!e credo che sia molto facile capirne il motivo. Ancora oggi l’UE a mio avviso si regge esclusivamente per accordi commerciali, per profitto degli stati membri, per interessi economici. Manca però del tutto il collante vero quello che dovrebbe tenere insieme i popoli, farli sentire partecipi di un futuro comune, di un destino comune. Troppe volte abbiamo sentio lanciare appelli all’unità europea, senza che però questa si realizzasse nei fatti, concretamente. Io non mi ritengo un euroscettico, ma penso che l’Europa deve assolutamente darsi una svegliata, per poter essere all’altezza del compito che anni fa ha voluto assumersi!Altrimenti non sarà mai presa in considerazione in campo internazionale e non avrà mai peso nelle decisoni più importanti. Oggi come oggi non essere uniti, non essere pronti a condannare un regime come quello iraniano credo che sia davvero un peccato mortale; purtroppo anche l’amministrazione Obama non mi pare abbia una linea ben chiara su questo tema come su altri temi…ma lo sappiamo tutti…mister Obama a prescindere da ciò che ha fatto, da ciò che fa e da ciò che farà…sarà comunque SANTO SUBITO!