La maturità del Leader
In questo articolo voglio porre l’accento sull’argomento del federalismo fiscale in ragione dell’intervento del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, all’Assemblea nazionale ANCI, associazione nazionale dei comuni italiani. Non ho nessuna presunzione tecnica di esaudire le curiosità della legge 42 del 5 maggio 2009, né sui criteri base di applicazione dell’art. 119 della Costituzione Italiana, nè sulle considerazioni in merito alla bontà e tempistica di applicazione della più importante riforma dello Stato repubblicano italiano. Preferisco partire dalle parole del Presidente per suggerire un’analisi di carattere politico sull’importanza di queste e sulle responsabilità che, con lucido spirito riformista, Fini ha deciso di assumersi.
“La riuscita della riforma sul Federalismo fiscale, non può prescindere da una riforma federalista dello Stato. Una riforma che non credo sia più differibile” E ancora: “Occorre evitare accuratamente il rischio che un processo di riforma così profonda ed essenziale, si possa instradare su due percorsi paralleli, quello istituzionale concepito in termini di gerarchia e di potere e quello fiscale intesa come mera riallocazione delle risorse sul territorio. Se dovesse avvenire questo, non solo si correrebbe il rischio di disgregazione del valore della coesione nazionale, che sta alla base del principio di identità nazionale, ma si determinerebbe per le regioni del nostro meridione, un’ulteriore inganno derivante dall’auspicata garanzia che il federalismo può dar loro responsabilizzazione , quindi utilizzo corretto delle risorse. Il nuovo processo federale, o è fiscale, o non ha alcuna efficacia perché mantenere un modello di sostanziale finanza derivata in un paese cha ha già decentrato competenze legislative, crea a lungo andare solo confusione, dissocia la responsabilità impositiva da quella di spesa, genera una confusione sulla governabilità dei conti pubblici. E’ dunque auspicabile che con il federalismo fiscale si inizia a scrivere in Italia la storia di un federalismo autentico, solidale e destinato a mettere fine anche al malcostume dello scaricabarile istituzionale che ha caratterizzato gli ultimi questi anni politici”.
Da capo ideologico di parte dell’elettorato politico di destra nonché segretario dell’Msi prima e di Alleanza Nazionale poi, entrambe di matrice nazional-conservatrice e di stampo meridionalista o romanocentrico, le parole di Gianfranco Fini possono risultare ai più come compromissorie o partigiane. Una sorta di avvicinamento o di arresa al movimento federalista padano, che da decenni promuove la causa secessionista e antimeridionalista nel quadro politico nazionale. Personalmente la vedo in modo differente: credo che questa posizione, in aggiunta a quelle sul testamento biologico, sulla fecondazione assistita, alle posizioni antifasciste e alla questione clandestini (da cui però parzialmente mi dissocio) sia il frutto e l’espressione più nobile, della maturità di questo leader che con forza e dedizione ha avuto il coraggio di evolvere il proprio pensiero in sintonia con il corso della storia e i mutamenti continui, e fisiologici, della nostra società. Su ognuna delle posizioni di Fini si potrebbe, e sarebbe auspicabile farlo, aprire una discussione in qualsiasi sede e in qualsiasi momento: sarebbe una buona crescita culturale. La responsabilità che Fini ha deciso di assumersi in questa fase della storia italiana, non solo demarca una profonda aderenza tra il leader e il sottobosco, la natura e i bisogni del Paese e del suo popolo, ma potrebbe essere essenziale per ammorbidire e avviare il processo di applicazione del federalismo sul territorio italiano.
Da sempre alfiere della giustizia sociale e protettore della causa maridionalista sta cercando, a mio avviso, di “educare” preventivamente la classe politica del Mezzogirno, (spazio in cui Alleanza Nazionale ha storicamente goduto di ampio consenso con sindaci, presidenti di province, presidenti e assessori regionali, movimenti studenteschi e fondazioni politiche,) al grande tema del federalismo fiscale. Chi se non lui oggi, nella posizione istituzionale e culturale in cui si trova, può parlare al popolo del sud Italia di educazione all’economia responsabile? Chi se non lui, con il sostegno chiaro di parlamentari, senatori e altri attori politici che conoscono e vivono il territorio del Sud, può farsi tessitore della coesione sociale Nord-Sud indispensabile per attuare il progetto di riforma?
Sposa a più riprese il federalismo fiscale, sia alla Festa Tricolore di Milano, che all’assemblea Anci di Torino che alla lectio magistralis alla Federico II di Napoli; chiede esplicitamente la nascita del Senato delle Regioni per dare maggiore snellezza al Parlamento, nonostante sia Schifani che gran parte dell’opinione pubblica del Mezzogiorno si dichiari contraria o quantomeno scettica; garantisce il canale preferenziale nei lavori di Montecitorio per i decreti delegati che daranno corpo e sostanza alla riforma; attraverso la rivista Cartha Minuta e dalla sua Fondazione FareFuturo, si occupa di informare ed istruire i lettori ai grandi temi del futuro concentrando il messaggio sulle necessità del Paese e sulla riforma federale.
Per chi come noi vive al Nord, e che troppo spesso o parla un’altra lingua o si rifà a esperienze e tradizioni differenti o ancora a fatica comprende il modo, il ruolo e la misura con cui la spesa pubblica, la dipendenza dallo stato centrale e il peso della politica giocano nella vita privata dei cittadini del Sud, l’attività di mediazione e comunicazione che Gianfranco Fini sta svolgendo in queste regioni d’Italia e a sostegno del federalismo può essere apprezzata e sostenuta.
Dopo la Presidenza della Camera, la vittoria politica dell’ingresso nel Pdl e l’evoluzione post-fascista del pensiero della destra italiana Fini da oggi ha una nuova responsabilità, tanto strategica quanto delicata: mantenere la gente del sud Italia allacciata alle grandi riforme del Paese, preparandola ai processi politici e ai passaggi profondi che d’ora in poi, per questa legislatura e mi auguro anche per le prossime, toccheranno il paese in tutta la sua lunghezza: dalla ripresa nucleare all’applicazione del federalismo fiscale.
Un ruolo di mediazione e tutela che, a discapito di come hanno sostenuto Veneziani, Feltri e Belpietro sulla stampa e alcuni ex colonnelli di partito su giornali, agenzie e nelle aule parlamentari, porterà il Presidente Fini ad una nuova ascesa politica, probabilmente differente dal Colle: una seria responsabilità nazionale che unita al ruolo istituzionale e alla forza di circa 21 milioni di persone farann0 di lui una figura storica e dell’Italia un Paese migliore.
Il tutto nel rispetto nostro, gente del Nord, che per fortuna o per dovere, la responsabilità dell’Italia ce l’abbiamo da decenni.
Willy, di questo Fini in versione “istituzionale” ho recentemente apprezzato -tra le altre cose- l’azione meritoria che sta portando in occasione degli incontri pubblici: i suoi discorsi non sono solo volti a catturare il pubblico -alias possibile elettorato di riferimento- bensì incorporano anche una finalità più alta, direi formativa-educativa alla cittadinanza. Quando espone la sua visione -su un determinato argomento- procede per argomentazione, riuscendo -in una qualche misura- a coniugare l’etica alla necessaria ricerca del consenso.
La politica, oltre che momento per la decisione, dovrebbe anche essere elaborazione dell’ambito valoriale -costruito attraverso il confronto- che deve sottendere l’azione dei leader politici.
Bella Fede….c’è chi la politica la fa per interesse, chi per vocazione storica!
Bhè Fini credo che rispecchi a pieno la figura del leader politico che fa bene al Paese e soprattutto alla sua storia.
Discutere sui temi che sempre più frequentemente egli solleva può essere interessante per noi e la qualità del nostro lavoro…
Chi di noi vuole approfondire il tema del testamento biologico partendo dalla responsabilità che il PdL ha di legiferare su un tema tanto caro quale fine vita delle persone?
Chi sui processi di ottenimento della cittadinanza?
Diamoci sotto ragazzi….ne va del nostro futuro!!
Will