Elezioni Anticipate? Possibili ma rischiose
Lo spettro delle elezioni anticipate aleggia sulla politica italiana.
Dopo le dichiarazioni di questa sera di Renato Schifani, la seconda carica dello Stato – La parola torni agli elettori se la maggioranza non è compatta – la possibilità di tonare alle urne, fino a qualche settimana fa impensabile, non è più così remota. Le lacerazioni all’interno della coalizione di governo, soprattutto tra il Premier e Gianfranco Fini, sembrano insanabili. Dopo il gossip di mezza estate, le tensioni tra alcuni ministri e Tremonti, le incomprensioni con il Presidente della Repubblica, le discussioni sulle candidature Regionali, la bocciatura del Lodo Alfano, ecco lo scontro tra i cofondatori del Pdl. Reggerà il governo?
Il consenso di Berlusconi e del Governo rimane alto, seppur in calo rispetto alle ultime settimane. Ed è proprio per questo che il Premier sarebbe tentato dalla carta delle elezioni anticipate: vorrebbe dimostrare a tutti che è capace di vincere un’altra volta, approfittando anche del fatto che l’opposizione non è pronta a tale eventualità. Le incompresioni, se solo di incomprensioni si tratta, con Fini, fomentate da Il Giornale, sembrano davvero aver incrinato l’alleanza tra Berlusconi e l’ex leader di An. E’ evidente che il Presidente della Camera stia pensando al dopo Berlusconi. Ha assunto, su molte tematiche, posizioni distanti dal Pdl e ha rinnegato più volte principi del suo passato politico. Feltri motiva nei suoi editoriali di questi giorni, forse con un po’ troppa enfasi e parzialità, i possibili piani del Presidente della Camera. Credo non abbia tutti i torti. Probabilmente la verità sta nel mezzo.
L’opposizione non è preparata e attualmente vorrebbe evitare le urne. Il Pd, appena eletto Bersani segretario, deve ancora capire se, al suo interno, ci saranno altre defezioni dopo quella di Rutelli; sta vivendo una fase di riorganizzazione e di ricerca della propria identità. L’Udc sta lavorando per diventare un grande partito e, per iniziare a pensare in grande, ha ufficializzato un’alleanza con l’ex sindaco di Roma. La Lega, benchè abbia spesso alzato la voce all’interno dell’esecutivo, è consapevole del fatto che senza Berlusconi le spetterebbe un ruolo all’opposizione. Idv perpetua il suo giustizialismo estremo che l’ha portata a sottrarre voti all’estrema sinistra non rappresentata in Parlamento: tuttavia le lotte intestine tra Di Pietro e De Magistris non la trovano preparata per le urne.
Ma il nostro paese è pronto ed ha bisogno di nuove elezioni? Assolutamente no. Stiamo vivendo la peggiore crisi economica del dopoguerra e, proprio adesso che iniziano ad esserci i primi segni di ripresa, la solidità politica è necessaria per le riforme ed il rientro dalle misure eccezionali adottate a causa della crisi finanziaria. Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, preferirebbe evitare elezioni anticipate, per non perdere ulteriori mesi per effettuare le riforme di cui il paese ha realmente bisogno. La Marcegaglia ha esortato il governo ad andare avanti e a concentrare le energie sulla crisi economica. Per il leader degli industriali altri mesi di campagna elettorale sarebbero deleteri.
Se si andasse a nuove elezioni, si andrebbe a votare con il Porcellum, la tanto discussa, ma mai modificata, legge elettorale in vigore. Ma dalle urne uscirebbe una maggioranza così netta come quella attuale in Parlamento? Sarebbe un rischio avere un governo instabile nella situazione economica attuale. Al Paese servono le riforme di cui si parla da decenni. Qualcosa si è fatto. Troppo poco. Riforma della Carta Costituzionale, del Lavoro, delle Pensioni, della Giustizia, della Pubblica Amministrazione, il Federalismo sono di estrema importanza.
Il mio auspicio, qualora si dovesse tornare alle urne, è la formazione di un governo istituzionale o di una grande coalizione. Sarebbero le uniche soluzioni che porterebbero a riforme condivise e incisive. Un’altra strada non è possibile per dare una forte spinta riformatrice al nostro Paese, dopo aver appurato che, una volta al governo, sia il centrodestra, sia il centrosinistra, non sono in grado, da soli, di legiferare le riforme necessarie, ormai vitali, per l’Italia.
Carissimo Lele,
come al solito un articolo pieno di acute osservazioni e valide considerazioni.
Personalmente non credo , ma sopratutto non me lo auguro, che si giunga ad elezioni anticipate.Tale eventualità sarebbe alquanto lesiva, non solo per la maggioranza stessa ma anche per tutti i cittadini. In questo periodo sono le riforme ad essere necessarie, non i capricci di questo o quello schieramento.
Penso che i nostri leader politici siano pienamente consapevoli di questo e credo che vogliano evitare un imminente ritorno alle urne.Anche l’opposizione , come hai detto nel tuo passaggio, vorrebbe evitare tale eventualità: non è ancora pronta,infatti, per uno scenario simile dopo la fresca nomina del nuovo segretario Bersani.
Il carroccio, nonostante alle ultime politiche abbia avuto un notevole aumento di consensi, è pienamente consapevole che senza il suo fedele alleato le chances di governo sono praticamente nulle.
In questa ottica, sono da interpretare le dichiarazioni dei vari politici; nella maggioranza esistono posizioni differenti, ma in un modo o nell’altro sono sempre arrivati a decisioni comuni ,sostenute da tutti.
Le parole di Fini e Schifani sono il frutto naturale della loro carica Istituzionale, che obbliga un certo formalismo in tutti gli interventi pubblici anche riguardo a temi scottanti.
Sinceramente credo che il vero banco di prova per il governo sia rappresentato dalle prossime regionali, durante le quali dovrà sia dimostrare di saper accontentare (nel limite del possibile) l’alleato padano che chederà qualche presidenza sia di aver mantenuto una maggioranza consistente e in Parlamento e tra i cittadini Italiani.
Ecco perche mi sembra ancora più lontana una imminente tornata elettorale.
Ale