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	<title>Commenti a: Obama, il Nobel e la Guerra Giusta</title>
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		<title>Di: Gabriele Rebuzzini</title>
		<link>http://vocifero.it/2009/12/28/obama-il-nobel-e-la-guerra-giusta/#comment-39</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rebuzzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 23:36:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vocifero.it/?p=591#comment-39</guid>
		<description><![CDATA[Andre condivido la maggior parte di quello che hai scritto. Ma vorrei sottolineare un paio di concetti. E chiarire la mia posizione su alcune tematiche.

Tra Repubblicani e Democratici mi incarno di più nei primi, tuttavia, per numerosi aspetti mi piace molto l&#039;attuale Presidente USA.
Non sono mai stato tra coloro che hanno criticato a priori Bush, ne condivido alcune scelte, a mio parere non è stato così pessimo come molti lo dipingono.

Su Obama mi sembra di aver scritto nell&#039;articolo la mia posizione. Critico anche io tutti coloro che lo credono il Messia. Ma deve essere riconosciuto che l&#039;America, con lui, ha un atteggiamento meno unialterale e più collaborativo sia nei confronti dei suoi alleati sia verso i suoi nemici. La politica della mano tesa, nei confronti dell&#039;Iran è condivisibile ma non illimitata nel tempo. Alla luce degli ultimi avvenimenti, la durissima repressione del regime, e dopo i continui rifiuti al dialogo di Ahmadinejad, il tempo dei negoziati credo stia per scadere.

La politica estera USA è sempre forte, anche con questa amministrazione. Bush era un realista convinto. Ha guidato gli Stati Uniti militarmente nel periodo più difficile del dopo secondo guerra (l&#039;America fu colpita sul suo territorio solo a Pearl Harbor nel 1941 prima dell&#039;11 Settembre 2001). Tuttavia ha agito sempre in modo unilaterale, a volte senza il consenso degli alleati e dell&#039;ONU, ha dilapidato il sentimento mondiale solidale e proamericano che si era creato dopo gli attacchi alle Torri Gemelle. L&#039;opinione pubblica non ha capito che le sue mosse politiche erano dettate dalla convinzione di volere proteggere l&#039;America e il mondo dal terrorismo. La sua colpa è di essersi rappresentato agli occhi della gente come un imperialista e non come un &quot;esportatore di democrazia&quot;. 

Non si illudano i pacifinti (come li hai chimati tu), Obama non esiterà a dichiarare guerra all&#039;Iran qualora sarà necessario (rileggi la parte dell&#039;articolo dove riporto le citazioni di Obama su Martin Luther King e Gandhi). Come sembra sia pronto a dei raid in Yemen (aggiunto dal Presidente USA, insieme alla Somalia ai famosi &quot;stati canaglia&quot;). 
Nell&#039;ipotetico giorno in cui Obama sarà chiamato a dichiarare guerra all’Iran in Italia non ricompariranno le bandierine arcobaleno? Credo di si. La sinistra italiana è ancora lontano dai democratici americani a cui si ispira. Troppo lontano. Troppo antica. I cortei ci saranno anche contro Obama. Ma in misura minore. Solo perchè il Presidente USA non è più il &quot;tiranno&quot; Bush, come dici tu. E l&#039;opinione pubblica sarà più indulgente con Mr Obama. Perchè questi trattamenti differenti? Forse per il tentativo di risolvere la spinosa questione Iraniana con la diplomazia, la collaborazione con gli alleati. La Guerra è l&#039;ultima opzione. Sebbene possa trattarsi di Guerra Giusta. Sperando comunque non sia tardi per intervenire. 

Obama è più apprezzato per il suo modus operandi. Per il suo modo di comunicare. Per il suo essere coinvolgente, diplomatico ma allo stesso tempo deciso e patriottico. Io lo stimo così come, per differenti motivi, su alcune questioni ho stimato Bush. Ma è indubbio che hanno due modi differenti di concepire la politica estera. Oggi l&#039;America ha bisogno di consenso e collaborazione, non può più agire da sola. Ma rimane sempre l&#039;America che vuole difendersi dal terrorismo, anche con la Guerra Giusta, e portare la democrazia, la libertà e i diritti umani dove non ci sono, per un mondo più sicuro. Bush dopo l&#039;11 Settebre ha dato una risposta molto forte al mondo ma oggi ritengo che l&#039;America abbia più bisogno di una polica estera in stile Obama. Che non significa più morbida, ma più collaborativa e ricorrendo alla Guerra Giusta solo se necessario.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andre condivido la maggior parte di quello che hai scritto. Ma vorrei sottolineare un paio di concetti. E chiarire la mia posizione su alcune tematiche.</p>
<p>Tra Repubblicani e Democratici mi incarno di più nei primi, tuttavia, per numerosi aspetti mi piace molto l&#8217;attuale Presidente USA.<br />
Non sono mai stato tra coloro che hanno criticato a priori Bush, ne condivido alcune scelte, a mio parere non è stato così pessimo come molti lo dipingono.</p>
<p>Su Obama mi sembra di aver scritto nell&#8217;articolo la mia posizione. Critico anche io tutti coloro che lo credono il Messia. Ma deve essere riconosciuto che l&#8217;America, con lui, ha un atteggiamento meno unialterale e più collaborativo sia nei confronti dei suoi alleati sia verso i suoi nemici. La politica della mano tesa, nei confronti dell&#8217;Iran è condivisibile ma non illimitata nel tempo. Alla luce degli ultimi avvenimenti, la durissima repressione del regime, e dopo i continui rifiuti al dialogo di Ahmadinejad, il tempo dei negoziati credo stia per scadere.</p>
<p>La politica estera USA è sempre forte, anche con questa amministrazione. Bush era un realista convinto. Ha guidato gli Stati Uniti militarmente nel periodo più difficile del dopo secondo guerra (l&#8217;America fu colpita sul suo territorio solo a Pearl Harbor nel 1941 prima dell&#8217;11 Settembre 2001). Tuttavia ha agito sempre in modo unilaterale, a volte senza il consenso degli alleati e dell&#8217;ONU, ha dilapidato il sentimento mondiale solidale e proamericano che si era creato dopo gli attacchi alle Torri Gemelle. L&#8217;opinione pubblica non ha capito che le sue mosse politiche erano dettate dalla convinzione di volere proteggere l&#8217;America e il mondo dal terrorismo. La sua colpa è di essersi rappresentato agli occhi della gente come un imperialista e non come un &#8220;esportatore di democrazia&#8221;. </p>
<p>Non si illudano i pacifinti (come li hai chimati tu), Obama non esiterà a dichiarare guerra all&#8217;Iran qualora sarà necessario (rileggi la parte dell&#8217;articolo dove riporto le citazioni di Obama su Martin Luther King e Gandhi). Come sembra sia pronto a dei raid in Yemen (aggiunto dal Presidente USA, insieme alla Somalia ai famosi &#8220;stati canaglia&#8221;).<br />
Nell&#8217;ipotetico giorno in cui Obama sarà chiamato a dichiarare guerra all’Iran in Italia non ricompariranno le bandierine arcobaleno? Credo di si. La sinistra italiana è ancora lontano dai democratici americani a cui si ispira. Troppo lontano. Troppo antica. I cortei ci saranno anche contro Obama. Ma in misura minore. Solo perchè il Presidente USA non è più il &#8220;tiranno&#8221; Bush, come dici tu. E l&#8217;opinione pubblica sarà più indulgente con Mr Obama. Perchè questi trattamenti differenti? Forse per il tentativo di risolvere la spinosa questione Iraniana con la diplomazia, la collaborazione con gli alleati. La Guerra è l&#8217;ultima opzione. Sebbene possa trattarsi di Guerra Giusta. Sperando comunque non sia tardi per intervenire. </p>
<p>Obama è più apprezzato per il suo modus operandi. Per il suo modo di comunicare. Per il suo essere coinvolgente, diplomatico ma allo stesso tempo deciso e patriottico. Io lo stimo così come, per differenti motivi, su alcune questioni ho stimato Bush. Ma è indubbio che hanno due modi differenti di concepire la politica estera. Oggi l&#8217;America ha bisogno di consenso e collaborazione, non può più agire da sola. Ma rimane sempre l&#8217;America che vuole difendersi dal terrorismo, anche con la Guerra Giusta, e portare la democrazia, la libertà e i diritti umani dove non ci sono, per un mondo più sicuro. Bush dopo l&#8217;11 Settebre ha dato una risposta molto forte al mondo ma oggi ritengo che l&#8217;America abbia più bisogno di una polica estera in stile Obama. Che non significa più morbida, ma più collaborativa e ricorrendo alla Guerra Giusta solo se necessario.</p>
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		<title>Di: Andrea Galimberti</title>
		<link>http://vocifero.it/2009/12/28/obama-il-nobel-e-la-guerra-giusta/#comment-38</link>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Galimberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 22:12:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vocifero.it/?p=591#comment-38</guid>
		<description><![CDATA[La vulgata che per anni ha riempito la bocca ai pacifinti, ossia ai pacifisti a senso unico (solo contro gli Usa ma mai contro i veri regimi guerrafondai), constava dell’assioma che Bush invadesse l’Iraq per depredarlo del suo petrolio. Qualsiasi altra motivazione – la liberazione d’un paese soggiogato da un tiranno; la destituzione di un governo colpevole di decenni di guerre, milioni di morti, continue intenzioni d’attacco militare contro altri paesi dell’area; la fine d’una dittatura crudelissima e assassina responsabile della destabilizzazione dell’intero Medio Oriente e complice d’ogni forma di terrorismo; il tentativo di favorire una forma di democrazia – era secondo loro evidentemente pretestuosa e fraudolenta.
Tale posizione è frutto o di una cieca propaganda idologico-manichea, o di una puerile visione ottocentesca della politica, dove ancora si assume che sia più facile e redditizio fare una guerra piuttosto che commerciare, non sapendo – o non volendo sapere – che il Big Oil, le multinazionali americane del petrolio, erano state le prime a non essere favorevoli all’intervento militare contro il dittatore Saddam Hussein. Loro sanno bene quanto sia preferibile concludere accordi commerciali anche con le peggiori dittature invece che impelagarsi in avventure belliche. Ma tant’è: la forza delle idee semplicistiche prevale, specie quando si tratta d’agitare slogan ad effetto nei cortei e farsi passare per il “furbo” che non si fa facilmente raggirare dagli imperialisti amerikani. Ora questa analisi insensata viene finalmente a cadere una volta per tutte, e il motivo è il suo essere stata totalmente falsa fin dall’inizio.

Come avrete capito io ho assoluta stima per l&#039;ex presidente George W Bush, chiamato dalla storia a guidare gli Stati Uniti in un momento assolutamente particolare e difficile. Al contrario invece credo che il presidente Obama sia stato fin troppo esaltato dalla pubblica opinione e dai mass media ancor prima che potesse attuare qualche punto del suo programma amministrativo. Non mi sento avverso al presidente Obama, ma sono particolarmente irritato da coloro che in questo anno e mezzo non hanno fatto altro che esaltare il presidente Obama solo perchè vedevano in George W Bush il nemico da cui liberarsi. Credo che Obama non meritasse il Nobel per la pace, poichè non penso che un Nobel si possa dare alle intenzioni ma semmai ai fatti. Quello che hai scritto Lele è tutto vero: la disponibilità al dialogo, la mano tesa, la voglia di far amare gli Stati Uniti nel mondo....per carità non lo contesto, ma siamo certi che tutto questo porterà a qualcosa di reale? Siamo certi che il giorno in cui Obama sarà chiamato a dichiarare guerra all&#039;Iran in Italia non ricompariranno le bandierine arcobaleno???IO sinceramente penso proprio di si. Penso che nonostante Obama sia stato adorato e santificato dalla sinistra italiana, quest&#039;ultima se ne dimenticherà in fretta poichè per certa sinistra non esiste il principio (che io condivido in toto) delle &quot;guerra giusta&quot;. Insomma, penso che il presidente Obama abbia molto da lavorare e credo che non vada idolatrato prima ma semmai dopo, al termine del suo mandato. Forse qualcuno non si ricorda bene ciò che è accaduto l&#039;11 settembre del 2001. Be, io nel 2004 sono stato a Ground Zero e vi assicuro che ho provato un&#039;emozione fortissima. Quel vuoto creato dai terroristi ha lasciato un segno indelebile nella società  nella storia americana. Il presidente Bush si è trovato a gestire una situazione davvero difficile e io sono sempre stato fiero del fatto che il governo italiano dal 2001 al 2006 sia stato al fianco degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo e alla lotta per la libertà. Penso che il terrorismo intenazionale così come i regimi dittatoriali presenti in Iran e in Corea del Nord non si possano sconfiggere con i fiori e nemmeno con la politica delle mani tese. Penso che le guerre giuste esistano e continueranno ad esistere fino a quando qualcuno deciderà di combattere la tirannia e la violenza, per la libertà, la democrazia e i diritti dell&#039;uomo.

ciao a tutti!
Andrea]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La vulgata che per anni ha riempito la bocca ai pacifinti, ossia ai pacifisti a senso unico (solo contro gli Usa ma mai contro i veri regimi guerrafondai), constava dell’assioma che Bush invadesse l’Iraq per depredarlo del suo petrolio. Qualsiasi altra motivazione – la liberazione d’un paese soggiogato da un tiranno; la destituzione di un governo colpevole di decenni di guerre, milioni di morti, continue intenzioni d’attacco militare contro altri paesi dell’area; la fine d’una dittatura crudelissima e assassina responsabile della destabilizzazione dell’intero Medio Oriente e complice d’ogni forma di terrorismo; il tentativo di favorire una forma di democrazia – era secondo loro evidentemente pretestuosa e fraudolenta.<br />
Tale posizione è frutto o di una cieca propaganda idologico-manichea, o di una puerile visione ottocentesca della politica, dove ancora si assume che sia più facile e redditizio fare una guerra piuttosto che commerciare, non sapendo – o non volendo sapere – che il Big Oil, le multinazionali americane del petrolio, erano state le prime a non essere favorevoli all’intervento militare contro il dittatore Saddam Hussein. Loro sanno bene quanto sia preferibile concludere accordi commerciali anche con le peggiori dittature invece che impelagarsi in avventure belliche. Ma tant’è: la forza delle idee semplicistiche prevale, specie quando si tratta d’agitare slogan ad effetto nei cortei e farsi passare per il “furbo” che non si fa facilmente raggirare dagli imperialisti amerikani. Ora questa analisi insensata viene finalmente a cadere una volta per tutte, e il motivo è il suo essere stata totalmente falsa fin dall’inizio.</p>
<p>Come avrete capito io ho assoluta stima per l&#8217;ex presidente George W Bush, chiamato dalla storia a guidare gli Stati Uniti in un momento assolutamente particolare e difficile. Al contrario invece credo che il presidente Obama sia stato fin troppo esaltato dalla pubblica opinione e dai mass media ancor prima che potesse attuare qualche punto del suo programma amministrativo. Non mi sento avverso al presidente Obama, ma sono particolarmente irritato da coloro che in questo anno e mezzo non hanno fatto altro che esaltare il presidente Obama solo perchè vedevano in George W Bush il nemico da cui liberarsi. Credo che Obama non meritasse il Nobel per la pace, poichè non penso che un Nobel si possa dare alle intenzioni ma semmai ai fatti. Quello che hai scritto Lele è tutto vero: la disponibilità al dialogo, la mano tesa, la voglia di far amare gli Stati Uniti nel mondo&#8230;.per carità non lo contesto, ma siamo certi che tutto questo porterà a qualcosa di reale? Siamo certi che il giorno in cui Obama sarà chiamato a dichiarare guerra all&#8217;Iran in Italia non ricompariranno le bandierine arcobaleno???IO sinceramente penso proprio di si. Penso che nonostante Obama sia stato adorato e santificato dalla sinistra italiana, quest&#8217;ultima se ne dimenticherà in fretta poichè per certa sinistra non esiste il principio (che io condivido in toto) delle &#8220;guerra giusta&#8221;. Insomma, penso che il presidente Obama abbia molto da lavorare e credo che non vada idolatrato prima ma semmai dopo, al termine del suo mandato. Forse qualcuno non si ricorda bene ciò che è accaduto l&#8217;11 settembre del 2001. Be, io nel 2004 sono stato a Ground Zero e vi assicuro che ho provato un&#8217;emozione fortissima. Quel vuoto creato dai terroristi ha lasciato un segno indelebile nella società  nella storia americana. Il presidente Bush si è trovato a gestire una situazione davvero difficile e io sono sempre stato fiero del fatto che il governo italiano dal 2001 al 2006 sia stato al fianco degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo e alla lotta per la libertà. Penso che il terrorismo intenazionale così come i regimi dittatoriali presenti in Iran e in Corea del Nord non si possano sconfiggere con i fiori e nemmeno con la politica delle mani tese. Penso che le guerre giuste esistano e continueranno ad esistere fino a quando qualcuno deciderà di combattere la tirannia e la violenza, per la libertà, la democrazia e i diritti dell&#8217;uomo.</p>
<p>ciao a tutti!<br />
Andrea</p>
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