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Il Sistema Calcio e lo Scandalo Intercettazioni (Volume II)

17 aprile 2010

 di Alessandro Ghezzi, collaboratore e futuro membro di www.vocifero.it

Ci risiamo.

Dopo quattro anni, ci ri- troviamo di fronte a quello che, secondo l’opinione di molti, fu uno degli scandali più grandi, dopo gli eventi del “calcio scommesse” degli anni ’80, che investì il mondo del pallone italiano. I fatti di allora furono il trampolino di lancio che da un lato ci permise di vincere il tanto desiderato mondiale, dall’altro rappresentarono il punto più basso raggiunto da qualche squadra dopo anni di meritati successi.

Voglio fare una premessa: sono interista nato, convinto e sfegatato. Questo, tuttavia, non mi impedisce di effettuare un’analisi razionale , ma soprattutto obiettiva, dei fatti.

Per prima cosa, vorrei puntualizzare che le tanto acclamate intercettazioni riportate dai media sono delle trascrizioni effettuate dai legali del Dottor Moggi; ed in questa ottica devono essere analizzate. Paradossalmente, potrebbero essere riportare solo alcune frasi  “rilevanti” (secondo la loro opinione e strategia difensiva), estrapolate da un contesto molto più ampio: proprio per questo motivo non devono essere considerate come oro colato. Ma non entro nel merito in quanto non sono una persona informata sui fatti, come direbbe un avvocato!

Quello che colpisce è la conferma di un mal-costume diffuso tra i vertici delle squadre italiane, che andrebbe profondamente evitato, ma che, a mio avviso, non mina assolutamente la regolarità dei campionati.

Le telefonate e gli incontri tra designatori e presidenti, nonostante siano moralmente e eticamente scorrette, non rappresentano un evidente illecito e, soprattutto, non costituiscono una prova di eventuali accordi per favorire una o l’altra squadra. I protagonisti di queste intercettazioni sono un gruppo vasto di persone  e appartengono a differenti team: Moratti e Facchetti per l’inter, Galliani e Meani per il Milan,Spalletti per la Roma, Foschi per il Palermo, Cellino per il Cagliari, ecc… Tutti, però, non hanno mai avanzato richieste esplicite ai designatori Bergamo e Pairetto, ma bensì semplici rassicurazioni al fine di ottenere, ognuno, il miglior arbitro in circolazione: non per avere favoritismi, ma per evitare sviste o errori che nel business del calcio oltre ai canonici punti, costano anche molti quattrini.

Penso che tutto questo si assolutamente differente dai comportamenti tenuti dal Signor Moggi fino al 2006, per i quali ha anche ricevuto condanne penali. Una cosa è assicurarsi il miglior arbitro, un’altra è fare direttamente le designazioni; inoltre è ancora vivo nella memoria collettiva  il caso delle schede telefoniche svizzere, quindi non intercettabili, intestate a questo oscuro personaggio e distribuite all’intera classe arbitrale. Penso che le differenze tra il processo vecchio di quattro anni e quello attuale siano del tutto evidenti a questo punto.

Personalmente, il comportamento del signor Moggi appare come quello della persona che affonda con la barca in mare aperto e vuole portar con sé anche gli altri, a tutti i costi. E per giustificarsi di questo comportamento dice: “Non ero il solo, anche gli altri lo facevano, non sono la sola pecora nera”.   Deprecabile.

Quello che colpisce maggiormente è che sono presenti molte persone che lo ritengono innocente e immacolato, e credono che l’Inter sia la causa dei mali della Juventus.

A loro, agli amici Juventini, mi sento di dare un consiglio: bisogna voltare pagina, chiudere con un passato reso funesto dagli atteggiamenti di una dirigenza oltre le regole e concentrarsi sul presente. Non bisogna aspettare le sentenze di questo processo come la giustizia divina che finalmente  dopo quattro anni è arrivata, perché non è così.

Da interista, obbiettivamente parlando, dico che il nostro scudetto “di cartone”, all’epoca, non l’avremmo mai vinto; avevamo di fronte una Juve eccezionalmente forte che, anche senza aiuti , avrebbe comunque stravinto e meritato di vincere. Ciò non toglie, però, che lo il calcio è una disciplina sportiva in cui non sono ammessi brogli e , viste le sentenze dell’estate 2006, ce ne sono stati, eccome.

Per concludere, il nostro quattordicesimo titolo conquistato fuori dal campo a tavolino, non lo ritengo “mio” ma non credo nemmeno che  sia giusto restituirlo: sarebbe come ammettere la propria colpevolezza che, secondo il mio punto di vista, non c’è stata e, soprattutto , non c’è.

4 commenti Lascia un →
  1. Gabriele Rebuzzini permalink*
    17 aprile 2010 20:28

    Ale apprezzo molto l’articolo nel suo complesso ma un po’ la tua vena interista ti influenza.
    Da Milanista doc esprimo un paio di concetti semplici ma molto chiari.
    La mia squadra rispetto a Juve e Inter ha vissuto calciopoli meno intensamente e ha subito “solo” la penalizzazione di punti nel campionato 2006-07. Nulla in confronto ai due scudetti revocati alla Juve e regalati ai cugini nerazzurri. Nulla in confronto alla retrocessione in serie B della Signora e alla distruzione dell’invicibile armata bianconera a favore dell’Inter. Leggi alla voce acquisti: Viera e Ibrahimovic.
    Il mio pensiero è molto semplice. Tutti abusavano di telefoni, facevano regali per avere trattamenti privilegiati e si affidavano a raccomandazioni in modi più o meno leciti. Sicuramente Moggi era colui che ha utilizzato queste pratiche, non conformi ai canoni della sportività e della legalità, più di tutti.
    Ma mi pongo due domande: la Juve ha pagato abbastanza con la retrocessione e la revoca degli scudetti e lo smembramento di una squadra perfetta? E’ corretto assegnare lo scudetto di cartone ai cugini? La risposta alla prima domanda è sicuramente affermativa. La risposta alla seconda è sicuramente negativa. Il mio punto di vista è che quello scudetto non doveva essere assegnato a nessuno.
    Ognuno di noi ha una sua opinione che può essere influenzata dalla sua fede calcistica. Ma ritengo che la mancata assegnazione dello scudetto 2006 possa essere apprezzata sia dagli Juventini che si sentono puniti oltre misura rispetto alle altre squadre coinvolte in calciopoli, sia dagli interisti che non possono andare fieri di uno scudetto di “cartone”.
    Ma soprattutto credo sia apprezzata dai veri sportivi che si rifiutano di pensare che quello scudetto venga assegnato dalle intercettazioni telefoniche. Io personalmente, da amante del calcio, lo scudetto lo vorrei vincere sempre sul campo.

    Lele

  2. 17 aprile 2010 23:09

    Caro Lele,

    in parte,causa la differente fede calcistica, mi trovi in disaccordo con quanto hai scritto.

    Per quanto riguarda l’argomento scudetto, come gia specificato, non lo ritengo “mio”, e credo sia eticamente scorretto essere a favore di una restituzione. In tutti gli sport, se il primo classificato vince con l’imbroglio, la vittoria è assegnata al secondo: tuttavia,se devo essere sincero, provo un certo imbarazzo nel parlare di questo titulo (per dirla alla Mou!) poichè, nonostante le leggi dello sport siano dalla mia parte,rappresenta un qualcosa che non avrei mai ottenuto, vista la superiorità di quella Juve.

    La Signora, all’epoca, aveva una squadra fortissima e perfetta in ogni reparto, con l’aggiunta di un tecnico in grado di gestirla alla perfezione. Il Suo smembramento è avvenuto a favore dell’Inter, questo è vero.Ma non per colpa dell’Inter.
    Noi abbiamo preso quei campioni che si sono rifiutati di giocare nella serie minore espiando le colpe della propria ex dirigenza. Abbiamo preso quelli meno “attaccati alla causa bianconera”, più attaccati ai soldi, al successo, alla champions.Altre squadre hanno fatto la spesa in casa bianconera con esito positivo (Cannavaro_Real Madrid), altre, invece, non sono riuscite a compiere i loro intenti (Buffon_Milan, se non erro).

    Ci sono stati dei giocatori, degli sportivi, degli uomini, che, nonostante fossero campioni del mondo o campioni affermati, hanno comunque guidato la Juventus durante la risalita dalla Serie B. Gli altri, quelli che abbiamo preso noi, sono fuggiti da quella realtà per volontà propria, non per mano dell’inter: un pò come si comporta un operaio che riceve un’offerta di lavoro maggiormente allettante (ovviemente con le dovute proporzioni!!)

    Chiarito questo punto, posso affermare che il nostro comportamento per quanto riguarda la voce acquisti, è stato profondamente differente da quello tenuto dalla ex dirigenza bianconera: in molti casi, erano loro stessi a decidere le sorti di un giocatore durante i giorni del mercato. Hanno deciso il futuro di atleti come Cannavaro (all’inter sempre infortunato, alla Juventus ringiovanito) e Mutu per esempio ,riuscivano a indirizzare un giocatore verso una squadra nonostante avesse gia firmato per un’altra: il processo GEA è una ottima dimostrazione.

    Il fatto che i tifosi bianconeri si siano liberati di alcuni personaggi, dei cui comportamenti stanno ancora oggi pagando le conseguenze, dovrebbe rappresentare l’opportunità per voltare pagina e ammettere gli errori passati. Credo che ciò rappresenti un primo passo di distensione per il mondo calcistico: solo per quest’ultimo motivo, per un rasserenamento complessivo del clima, sarei disposto a rinunciare ad uno scudetto vinto da secondo.

    Ale

  3. FEDERICO permalink
    19 aprile 2010 11:20

    “In tutti gli sport, se il primo classificato vince con l’imbroglio, la vittoria è assegnata al secondo”..appunto,non è mai stata assegnata ad una squadra arrivata terza a più di 30 punti dalla juve e dal Milan.
    Credo che calciopoli,sia stata strumentalizzata dal sig Moratti e dall’Inter.
    Bisogna dire con tutta franchezza che l’inter in quegli anni non riusciva a vincere semplicemente perchè era nettamente infeririore a Milan e Juve,non per torti e favori arbitrali.
    E come mai dell’inter in quelle intercettazioni non è venuto fuori nulla?solo Milan reggina fiorentina e juve erano implicate?come è possibile che non venga implicata nell’illecito la terza forza del campionato italiano ,la magnifica inter,ma sono implicate reggina e fiorentina(finite in non so che posizione)?
    Caspita,l’inter,la squadra più onesta d’italia,che in quegli anni aveva uguali favori arbitrali per sudditanza psicologica,non faceva nulla?Non venivano chiamati arbitri,designatori eccc?Non ci credo.(Non sarà mica che tronchetti provera abbia fatto sparire telefonate importanti?)
    Io penso che Moggi non abbia colpe,ha fatto ciò che tutti facevano,chi più chi meno,al pari di Milan e inter.Tutti chiamavano,tutti cercavano favori,TUTTI.
    La juve vinceva perche era forte,non perchè rubava.
    L’inter perdeva perchè era scarsa,non perchè veniva derubata.
    Moggi faceva vincere la juve perchè azzeccava acquisti,e teneva la juve unita e solida.
    Non perchè chiamava gli arbitri.
    ma questi voi cari INTERTRISTI,non riuscirete mai a capirlo,perchè siete limitati.
    La realtà dei fatti è che calciopoli ha fatto diventare l’inter la miglior squadra italiana,e senza questo evento,moratti avrebbe continuato a sperperare migliaia di milioni di euro senza vincere MAI nulla.
    MOGGI SANTO SUBITO!!!
    P.S. iO SONO ROSSONERO,MA SONO ANCHE REALISTA.

  4. Anonimo permalink
    26 aprile 2010 17:27

    Se i due scudetti revocati alla Juve fossero stati dati al Milan, ovviamente quest’ultimo avrebbe rifiutato categoricamente, non avrebbe neanche voluto ascoltare una cosa simile… E anche gli stessi tifosi milanisti non avrebbero assolutamente voluto quei due titoli, anzi avrebbero provato un tale ribrezzo che non è neanche possibile descrivere… Avrebbero manifestato il loro dissenso per mesi e mesi… Sì, i tifosi milanisti sono davvero un esempio che tutti dovrebbero seguire, sanno sempre qual è la cosa giusta da fare, sanno chi sbaglia e chi invece è dotato di un’impeccabile moralità.

    Povera Inter… così debole, così scarsa, così stolta!

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