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Mondiali 2010: si fa sul serio

1 luglio 2010

Sono rimaste le magnifiche otto. Da domani il Mondiale in Sudafrica entra nel vivo con l’inzio dei Quarti di Finale. Tra le superstiti, quattro squadre sono sudamericane, tre Europee ed una Africana. L’exploit del calcio latino-americano è dovuto alla crescita tecnica e tattica di alcune nazionali come Cile, Uruguay, Paraguay, Messico. Tutte squadre che hanno ben figurato in questa edizione. Hanno mostrato un’ottima organizzazione ed un gioco piacevole. Il clima e l’altitudine del Sudafrica, più simile a quella del continente sudamericano, sono altri fattori che possono aver agevolato queste compagini. Ma la realtà è che, dietro a colossi come Brasile ed Argentina, ci sono altre nazioni calcisticamente mature, ricche di talenti e ben strutturate. Le asiatiche, pur non essendo presenti agli ottavi, hanno fatto la loro parte: Giappone, Corea del Sud su tutte. Le africane hanno un po’ deluso le aspettative ma l’impresa del Ghana sta coprendo i fallimenti di Camerun e Costa d’Avorio.

Questo mondiale non sarà di certo ricordato come il più spettacolare di sempre,  è un torneo molto equilibrato. Ci sono stati pochi gol e le emozioni latitano. Il gioco è molto tattico e le difese fanno la parte del leone. I bomber e i fantasisti stanno deludendo, esclusi Villa, capocannoniere, e Messi, seppur quest’ultimo non abbia ancora segnato, è il cuore pulsante dell’Argentina.

La selecciòn è tra le favorite per la vittoria finale, così come la seleçao. Tuttavia, in questa edizione, sono i biancocelesti quelli dotati di maggior estro e fantasia, con un attacco atomico. Maradona si permette il lusso di tenere in panchina il miglior attaccante europeo della stagione, quel Diego Milito che ha portato l’inter sul tetto d’Europa. Il Brasile,  paradossalmente, in contrasto con il suo Dna, ha la sua forza nella difesa, nell’organizzazione di gioco, nella forza fisica. La tecnica non si discute ma la fantasia, con un Kakà ancora non al top, se si esclude Robinho, è un miraggio. La finalizzazione è tutta sulle spalle di Luis Fabiano. Forse Ronaldinho e Pato potevano tornare utili a Dunga. Sicuramente questa è la nazionale verdeoro con il portiere e la difesa più forti di sempre ma con un attacco ben lontano da quelli stellari formati da Romario-Bebeto, Ronaldo-Rivaldo-Ronalidho, Ronaldo-Kakà-Adriano senza voler scomodare i protagonisti di cinquant’anni fa, Pelè-Vavà-Garrincha. Le due sqadre rispecchiano molto il pensiero calcistico dei loro Ct, Dunga e Maradona. Concreta e compatta la seleçao. Tecnica ed estro la selecciòn. Due corazzate favorite per la vittoria finale.

E le altre squadre degli ottavi? L’Olanda è l’eterna incompiuta. Due finali perse: nel ’74 con Cruijff e nel ’78, un quarto posto in Francia nel ’98. In campo internazionale in bacheca solo l’Europeo dell’88 vinto con  una squadra mostruosa, con Van Basten e Gullit mattattori del torneo. Gli orange oggi hanno il giusto mix di esperienza e freschezza, pontendo contare su due fuoriclasse come Robben e Snejder. In passato hanno avuto squadre più forti ma credo possano dire la loro in Sudafrica. Dovessero sconfiggere il Brasile, l’entusiasmo potrebbe essere l’arma in più dei tulipani. Brasile-Olanda è una finale anticipata e non darei gli olandesi spacciati in partenza, gara che promette spettacolo.

Argentina-Germania è un quarto di finale dal grande fascino, con cinque titoli mondiali in campo. Si affrontano la squadra che più ha convinto in questo mondiale e la sorpresa tedesca. Il tecnico Loew è riuscito a far esprimere al meglio un gruppo molto giovane, dotato di ottima tecnica e che pratica un calcio piacevole, lontano dallo stereotipo del calcio tedesco, duro e poco spettacolare. L’Argentina è favorita, tutti aspettano i gol di Messi, ma i tedeschi sono duri a morire: chi li dava così avanti all’inizio del torneo?

Uruguay-Ghana è una sfida inedita ma ricca di significato. L’Uruguay è una formazione dal passato glorioso che approda ai quarti di finale dopo 40 anni, sotto la saggia guida di Oscar Tabarez e con un bomber, Forlan, in grande forma, capace di trascinare la sua selezione tra le otto finaliste. Il Ghana è l’ultima squadra africana rimasta in corsa. Un intero continente farà il tifo per Asamoah e compagni, nel primo mondiale giocato in Africa. Il sogno di arrivare in semifinale nel mondiale di casa darà una carica speciale ai giocatori ghanesi. Partita tra due sorprese, dall’esito molto incerto, entrambe solide in difesa e con due bomer implacabili, Forlan ed Asamoah. Da non perdere.

La Spagna, Campione d’Europa in carica, dopo il passo falso all’esordio con la Svizzera, non ha sbagliato un colpo. Il possesso palla è la sua arma migliore, spesso però risulta troppo sterile e lezioso. E’ una squadra completa in ogni zona del campo, ha un ottimo portiere, possiede qualità in ogni reparto ed un bomber implacabile: David Villa. Con Torres a mezzo servizio, il neoacquisto blaugrana si è caricato le furie rosse sulle spalle e le ha portate, con quattro goal, ai quarti di finale. Il centrocampo spagnolo è impressionate per qualità e dinamicità. Del Bosque si può permettere di lasciare Fabregas in panchina. Il Paraguay non dovrebbe essere un ostacolo impossibile per la Spagna. Il punto di forza dei sudamericani è la difesa. Potrebbe essere una strategia di gioco cercare di portare gli spagnoli ai supplementari o alla lotteria dei rigori. 

La Spagna è la formazione più credibile rimasta in gioco per mantenere la Coppa del Mondo in Europa, però la statitica parla chiaro: nelle edizioni fuori dal vecchio continente non ha mai vinto una squadra europea… L’idea di una finale tutta sudamericana tra Argentina e Brasile è più di un’affascinate ipotesi.

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